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UN FIORE PER ILARIA

 Ciao Tommasino,

Camminavo sulla spiaggia, le onde del mare cullavano i miei pensieri, e il sole scaldava i miei sogni, come per incanto è apparsa davanti ai miei occhi una lunghissima scala che dalla terra arrivava fino al cielo, questa è una scala magica, è come la scala della vita… ho iniziato a salire, i bordi dei gradini erano tutti pieni di fiori intrecciati fra loro, quando salivo, scalino dopo scalino come per magia, dietro di me i fiori si chiudevano, e davanti a me i fiori si aprivano sprigionando un profumo che avvolgeva l’anima.

Ora, sono quasi in cima, sono entrata nelle nuvole, e vedo in lontananza una porta bianca tutta Illuminata, è una luce forte e particolare, non dà noia agli occhi, anzi ha il potere di donare al cuore una dolce serenità.

Tu, sei lì ad aspettarmi, lo so, io non posso oltrepassare quella soglia, fino a che non avrò finito le pagine del libro della mia vita.

Vedi questo fiore Tommasino? L’ ho colto  nel giardino dove riposano gli Angeli.

È per la figlia dei miei cugini. Lei era una persona speciale, ora vive nel “tuo mondo” si chiamava Ilaria, e questa è la sua storia.

Ilaria, 18 anni, era la bellissima figlia di Oriana e Raffaello, studiava con profitto, pensando al suo futuro nel mondo del lavoro, per il suo modo di essere così spontanea, solare e piena di vita, era adorata dai genitori i familiari e dagli amici, era amata dal suo ragazzo, con il quale pensava di dividere le gioie e i dolori camminando sul filo della vita, si… il filo…perché, i giorni della nostra vita, sono sempre appesi a quel filo, puoi perdere l’equilibrio da un momento all’altro, o cadi giù, o ti riprendi e continui a camminare.

È stato un semplice esame del sangue, che ha fatto cadere Ilaria da quel filo, il risultato dava una prognosi terribile: LEUCEMIA,  le cure, la chemioterapia, un filo di speranza quando stava meglio, la speranza nei farmaci nuovi.

Tutto è stato vano, un giorno, tutto è finito, lei era lì con il volto come un angelo, sembrava che dormisse, invece era l’addio al mondo terreno, lasciando un vuoto incolmabile.

I genitori annichiliti dal dolore, erano come due anime con il tronco pieno di spine, con il tempo e gli anni qualche spina sarebbe caduta per la rassegnazione, e anche pensando che niente gli poteva riportare sua figlia, gli è rimasto il ricordo del tempo vissuto con lei, di aver ascoltato le sue parole e sentito la sua gioia quando sorrideva, tutto questo avrebbe alleggerito il grande peso dal cuore.

Ma, quante volte avranno sentito il rumore del silenzio per averla perduta..

Nel mese di Giugno di quell’anno, pochi mesi prima di morire, aveva scritto un tema per la scuola, capiremo da alcuni passi che lei sapeva…solo il Signore può avergli dato la forza di essere così coraggiosa da dare lei, coraggio alla sua famiglia.

Una traccia del tema di Ilaria:

 “A volte mi sento come un burattino incapace di ribellarsi alla volontà di Colui che manovra i fili del nostro destino, mi sono trasformata in marionetta, il giorno in cui ho scoperto di avere una grave malattia: la LEUCEMIA. Non era un film era la mia vita, qualcosa di astratto si è insinuato nel mio corpo, e mi accompagnerà fino alla morte… è come se uno sconosciuto mi avesse avvolta in un lenzuolo e caricata su una carrozza trainata da due cavalli bianchi,  io lo seguo, non ho paura…Lui è accanto a me…”

Dopo la sua morte i genitori per non cadere nel buio totale della disperazione, sono entrati a far parte dell’AIL Associazione Italiana contro le Leucemie, che aiuta anche nella sofferenza a dare speranza alle persone affette da questa patologia.

Tommasino, prendi questo fiore, consegnalo a Ilaria, gli devi dire che il profumo contiene tutto l’amore che i suoi genitori, i familiari e gli amici hanno per lei, che resterà per sempre intatto, risentirà anche il profumo della casa dove è vissuta, e proprio sentendo questo profumo dovrà sempre proteggerli, e quando vedrà nella sua famiglia qualche giorno più buio, lei gli sussurrerà dolcemente:

“Il Signore mi ha chiamato, ora  cammino nella Luce insieme a Lui, ma voi…Non piangete, io sono qui non sono mai andata via, ho girato solo l’angolo della vita, sono e rimarrò per sempre nei vostri cuori e nei vostri ricordi.”

 Questa è la storia di dolore che provano tanti genitori per la perdita di un figlio. La preghiera e la fede possono donare quella rassegnazione, che solo il tempo può dare, anche se, dopo una perdita così dolorosa niente sarà più come prima.

Con tristezza ripenso al mare, con le sue onde che scendono frementi sulla sabbia, come le lacrime di un bambino, destate dalla voce piangente di un gabbiano ferito.

Come è ferito il cuore di chi deve affrontare un grande dolore.

Maria Luisa Seghi
L'angelo delle parole
Nel sito di Tommasino Bacciotti
“Ciao Tommasino, vivrai sempre nei cuori di chi ti ama”.

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